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Psicoterapia cognitiva individuale

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La psicoterapia cognitiva è oggi una delle psicoterapie più diffuse per il trattamento di diversi disturbi psicopatologici.
Ha un approccio terapeutico che si basa su un solido modello scientifico, del quale è stata dimostrata un’efficacia pari o addirittura maggiore rispetto agli psicofarmaci.

Le sue caratteristiche principali sono che si fonda su modelli e tecniche scientificamente validate, su un lavoro condiviso con il paziente per il raggiungimento di obiettivi chiari e prestabiliti, una cadenza delle sedute al massimo settimanale e una durata media del trattamento che va dai sei mesi ai due anni.

 

E’ indicata per

il trattamento dei disturbi di ansia, attacchi di panico e stress,  per il disturbo ossessivo compulsivo, la depressione e i disturbi dell’umore, i disturbi psicosomatici, i disturbi alimentari, i disturbi della personalità, problematiche relazionali (di coppia, genitoriali… ecc.) e di adattamento (a un lutto, una separazione, una malattia, stress del caregiver… ecc.).

 

La durata del trattamento e la frequenza delle sedute (che durano in media circa 50 minuti), vengono concordati insieme al cliente a seguito dell’analisi della sua domanda di aiuto e della costruzione di un piano di azione condiviso, coerentemente con le sue aspettative e i suoi obiettivi.

La prestazione è esente IVA e detraibile fiscalmente (circolare 20e Agenzia delle Entrate 13-5-2011).

 

Per conoscerne la storia e le origini…

 

Efficacia clinica

Al momento attuale è una delle forme più note e diffuse di psicoterapia, applicata estensivamente per il trattamento di molti tipi di disturbi psicologici e psichiatrici.
I suoi tassi di efficacia, a livello di riduzione sintomatologica in diverse forme psicopatologiche, sono valutati come buoni, e a volte sono usati come parametro funzionale di riferimento per altri tipi di psicoterapie.
La conferma arriva dalle linee guida dell’APA, American Psychiatric Association, stilate sulla base di rigorose revisioni della letteratura scientifica.
Queste linee guida rappresentano una svolta nell’approccio ad alcuni disturbi psichiatrici, e ridimensionano la tendenza a un esagerato ricorso agli psicofarmaci, che spesso sono invece considerati alla stregua di una panacea.

 

Nella tabella seguente sono indicati i singoli disturbi per i quali l’APA consiglia l’impiego della Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale (CBT), con relativo livello di raccomandazione.In particolare, vengono distinti tre livelli:
[I] trattamento raccomandato con solida fiducia clinica;
[II] trattamento raccomandato con moderata fiducia clinica;
[III] trattamento che può essere raccomandato sulla base delle circostanze individuali.
 
Disturbo Fonte Livello di raccomandazione per l’impiego della CBT
Abuso di sostanze
(nicotina, alcool, cocaina, oppiacei)
Practice Guideline 2006
Guideline Watch 2007
I scelta associata ai farmaci
Comportamenti Suicidari Practice Guideline 2003 II scelta (per pazienti con depressione maggiore) associata ai farmaci
Depressione Maggiore Practice Guideline 2000
Guideline Watch 2005
I scelta con o senza associazione di farmaci
Disturbi Alimentari Practice Guideline 2006 I scelta (per bulimia nervosa o disturbo da alimentazione incontrollata)
II scelta (per adulti con anoressia nervosa che hanno ripreso peso)
Disturbo Bipolare Practice Guideline 2002
Guideline Watch 2005
II scelta associata ai farmaci
Disturbo Borderline di personalità Practice Guideline 2001
Guideline Watch 2005
II scelta  associata ai farmaci
Disturbo da stress acuto e Disturbo da stress post-traumatico Practice Guideline 2004 I scelta (per disturbo da stress post-traumatico)
II scelta (per disturbo da stress acuto) con o senza associazione di farmaci
Disturbo di Panico Practice Guideline 1998
Guideline Watch 2006
I scelta con o senza associazione di farmaci
Disturbo Ossessivo Compulsivo Practice Guideline 2007 I scelta con o senza associazione di farmaci
HIV/AIDS Guideline Watch 2006 II scelta associata ai farmaci
Schizofrenia Practice Guideline 2004 II scelta (fase di stabilizzazione e fase stabile) associata ai farmaci

FONTE: SITCC.

 

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